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Il valore del testing
Jacopo Tarantino

Dalla fine degli anni Quaranta, con una lunga parentesi negli anni Settanta della contestazione, quando con egualitarismo s'intendeva la negazione delle differenze e con valutazione la discriminazione delle persone, lo sviluppo, la domanda e l'utilizzo di test psicometrici sono costantemente cresciuti. Ma è in particolare oggi che assistiamo ad una sorta di boom: aumenta il numero di test a disposizione dei professionisti in tutti i settori di applicazione, si fanno più specifici, se ne estende l'uso a campi non psicologici (la valutazione delle competenze o delle conoscenze, ad esempio),...
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L’impiego clinico del modello di Lurija
Laura Bonalume
Psicologa, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove è professore a contratto di Metodi diagnostici e Metodi di Analisi e Codifica del testo clinico. Collabora con i servizi “Difficoltà di Apprendimento e Problemi Cognitivi” e “Adolescenti” dell’ Associazione per la Ricerca in Psicologia Clinica (A.R.P.).
Melissa Bentivoglio
A partire dagli anni Settanta, una delle teorie neopsicologiche che ha maggiormente influenzato lo studio e la misurazione dell'intelligenza è quella di A. Lurija (1966, 1973, 1980). Lo studioso russo ha preso da subito le distanze sia dai modelli di localizzazione rigoroso sia da quelli di equipotenzialità delle strutture cerebrali, che per anni hanno concepito le funzioni mentali come facoltà isolate e localizzate in specifiche aree cerebrali. Al tradizionale concetto di intelligenza come fattore generale, l'Autore ha contrapposto una concezione delle abilità intellettive, intese come un...
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