La standardizzazione italiana delle Coloured Progressive Matrices: aspetti innovativi

Carmen Belacchi,  Cesare Cornoldi

Le Matrici Progressive di Raven nella Forma Colore (CPM), elaborato da John C. Raven nel 1947, costituiscono uno degli strumenti più utilizzati per la misurazione psicometrica delle componenti generali dell'intelligenza o fattore g. La Forma Colore (CPM) è stata ideata per rilevare il livello cognitivo di soggetti in età evolutiva, sia con sviluppo tipico che atipico, di adulti affetti da ritardo mentale e di anziani in caso di deterioramento delle capacità cognitive. Le CPM sono costituite da tre serie di matrici o figure, per complessivi 36 item, che richiedono la soluzione di problemi visuo-spaziali che implicano processi di pensiero percettivo-analogico e logico-astratto.
La fortuna di questo test presso ricercatori e clinici è indubbiamente dovuta alla sua validità sia interna o di costrutto
(le situazioni di problem-solving non verbale lo rendono idoneo a sondare le abilità di percezione e di ragionamento logico cultural and language free) sia esterna (predittività di altre condotte, come ad esempio il successo scolastico o in ambito lavorativo, a partire da alte prestazioni in tale test), ma anche alla semplicità della sua somministrazione, della codifica delle risposte e dell'interpretazione dei punteggi che lo rendono uno strumento particolarmente agile ed efficace.
Nonostante la sua ampia diffusione e il suo utilizzo sia in ambito nazionale che internazionale (per la frequenza di uso di diversi tipi di test da parte degli psicologi europei, cfr. Muniz e Bartram, 2007), i più recenti aggiornamenti disponibili delle norme di riferimento delle Matrici di Raven - Forma Colore risalgono ad almeno una decina di anni fa (per popolazioni internazionali, cfr. Raven, Court e Raven, 1998; per quella italiana le ultime sono quelle di Pruneti et al., 1996) e desunte da campioni normativi non sempre adeguatamente ampi e rappresentativi. Circa gli studi normativi sulla popolazione italiana precedenti a questa ultima standardizzazione, si sottolinea come fossero insufficienti sia per la scarsa numerosità dei campioni su cui sono stati effettuati, sia per la disponibilità di norme solo per fasce d'età a intervalli di un anno, il che non le rendeva, a nostro avviso, del tutto adeguate a rilevare i cambiamenti evolutivi nello sviluppo cognitivo infantile che procede ad un ritmo particolarmente veloce.
Pertanto, abbiamo ritenuto opportuno proporre un aggiornamento delle norme di questo test per la popolazione italiana, ampliando sia la numerosità del campione di riferimento sia le fasce d'età rappresentate (dai 3 ai 12 anni) con intervalli di range di sei mesi ciascuna. Inoltre, per rendere più agevoli la lettura e l'interpretazione delle prestazioni, oltre ai tradizionali punteggi percentili, forniamo anche i QI corrispondenti. Infine, abbiamo ritenuto utile di differenziare le norme a seconda della modalità di somministrazione del test (individuale o collettiva), nella misura in cui le prestazioni sono risultate significativamente influenzate dalla differente procedura di somministrazione (facilitazione della modalità collettiva rispetto a quella individuale).
Il nuovo manuale si articola in due parti. Nella prima parte (capitoli I e II), dopo una breve introduzione al costrutto di intelligenza e al problema della sua misurazione per mezzo di test psicometrici, si presentano le diverse forme del test Matrici di Raven e in particolare la Forma Colore, evidenziando i processi e i meccanismi cognitivi implicati nella soluzione di questo test, oltre le proprietà psicometriche e gli usi, riferendo ampiamente i principali studi e le ricerche che ha sollecitato in campo sia teorico che clinico. Nella seconda parte (capitolo III) si illustrano in dettaglio il test, le procedure di somministrazione, di trascrizione e di codifica delle risposte, oltre alla metodologia adottata per la definizione delle nuove norme sulla popolazione italiana.

Aspetti innovativi
Tra gli aspetti innovativi di questa standardizzazione italiana, oltre alle norme distinte per fasce d'età di sei mesi e differenziate per modalità di somministrazione, come accennato sopra, sono state proposte le prime norme di riferimento per la popolazione anziana (dai 55 ai 93 anni, per fasce d'età di 10 anni) e una classificazione delle risposte per tipi di errori e i tempi di risposta ai diversi item che possono consentire una analisi qualitativa delle prestazioni che possono essere sintetizzate in un modulo di scoring più articolato e adeguato ai diversi tipi di valutazione consentite dal test.
In questa sede riteniamo opportuno fornire qualche notizia, da un lato, sull'utilizzabilità delle CPM in contesti clinici, in particolare nella popolazione anziana, dall'altro sull'andamento del tipo di errori nei gruppi in età evolutiva.

   
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Carmen Belacchi

Professore associato di Psicologia dello sviluppo presso l’Università di Urbino “Carlo Bo”, insegna Psicologia dello sviluppo” e Psicologia dello sviluppo del linguaggio e della comunicazione, ed è coordinatrice del Dottorato in Scienze psicologiche. Si occupa di sviluppo cognitivo, sviluppo del linguaggio e delle relazioni tra coetanei (bullismo) in soggetti con sviluppo tipico e atipico.

carmen.belacchi@uniurb.it

   
 

Cesare Cornoldi

Professore ordinario di Psicologia generale presso l'Università di Padova, insegna Psicologia dell'apprendimento e della memoria e Fondamenti di Psicologia. Si occupa di intelligenza, metacognizione e di disturbi dell'apprendimento, ed è autore di numerosi libri e test fra cui le Prove di Lettura MT.

cesare.cornoldi@unipd.it

   
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