Emotional Quotient Inventory (EQ-i) di R. Bar-On: strumento per la valutazione dell’intelligenza emotiva

Manuela Franco,  Laura Tappatà

Perché alcune persone godono di maggiore benessere psicologico e riescono a mantenerlo? Perché alcune persone riescono a raggiungere gli obiettivi che si prefiggono e altre no? Ogni persona tende al raggiungimento del benessere fisiologico e psicologico e al miglioramento delle proprie performance; la chiave del successo è lo sviluppo della competenza socio-emotiva. Il costrutto di intelligenza emotiva corrisponde all'abilità delle persone di mettere in atto un comportamento flessibile per perseguire i propri obiettivi e trarre maggiore vantaggio dalle circostanze. Si riferisce alla competenza con cui le persone utilizzano le proprie conoscenze e strategie per affrontare i problemi della vita; questa competenza varia da persona a persona. Gli individui non si mettono alla prova indifferentemente con ogni tipo di problema e le soluzioni trovate non riflettono solo delle abilità o delle competenze, ma anche impegno, entusiasmo, fiducia in se stessi, consapevolezza di poter contare sull'aiuto degli altri. La realizzazione di una prestazione intelligente coinvolge quindi i processi cognitivi, ma non è separabile dallo studio dello sviluppo dell'affettività ed emotività.

Peter Salovey e John D. Mayer (1990) formulano una prima definizione del costrutto di intelligenza emotiva come capacità di monitorare i propri e altrui sentimenti ed emozioni, di discriminare tra sentimenti ed emozioni e di utilizzare le informazioni ricavate per guidare comportamenti e pensieri in modo adeguato alle diverse situazioni.
Quindi tale costrutto si riferisce alla capacità di processare adeguatamente informazioni cariche da un punto di vista emotivo, di usarle per compiere particolari attività cognitive (come la capacità di problem-solving) e di produrre azioni adeguate alle situazioni che si stanno affrontando: così si promuove una crescita emotiva e intellettuale che include la conoscenza di sé e degli altri. In questo modello sono presenti delle abilità che possono venire concettualizzate nei seguenti processi: Percezione, Assimilazione, Comprensione, Regolazione.

Daniel Goleman (1996), invece, definisce l'intelligenza emotiva come l'insieme delle capacità di autocontrollo, di entusiasmo, di perseveranza e di automotivazione; essere intelligenti emotivamente significa saper leggere i sentimenti più intimi di un'altra persona, saper gestire senza difficoltà le relazioni con gli altri.
L'intelligenza emotiva è considerata come un'abilità fondamentale che influenza profondamente ogni attività che l'individuo compie durante la vita quotidiana, di volta in volta facilitando o interferendo con essa. Il modello teorizzato è costituito da cinque competenze emotive e sociali fondamentali: Consapevolezza di Sé, Padronanza di Sé, Motivazione, Empatia e Abilità Sociali, riconducibili a due tipi di competenze, ovvero la Competenza Personale e la Competenza Sociale.
La Competenza Personale determina il modo in cui ci si autocontrolla ed è costituita dalle capacità legate alla Consapevolezza di Sé, alla Padronanza di Sé e alla Motivazione; la Competenza Sociale invece determina il modo in cui vengono gestite le relazioni con gli altri ed è formata dalle dimensioni legate all'Empatia e alle Abilità Sociali.
L'intelligenza emotiva-sociale viene definita da Reuven Bar-On (2005) come il punto d'incontro tra le competenze emotive e sociali, intese come abilità e facilitatori che determinano la comprensione di noi stessi e degli altri, il nostro modo di esprimerci, di relazionarci e di far fronte alle richieste quotidiane e quindi: "Emotional social intelligence is a cross section of interrelated emotional and social competencies skills and facilitators that determine how effectively we understand and express ourselves, understand others and relate with them and cope with daily demands".
Il ruolo adattivo che l'intelligenza emotiva gioca all'interno del contesto sociale mette ulteriormente in evidenza la relazione tra questo tipo di intelligenza e l'intelligenza sociale, considerata come componente di uno stesso costrutto multifattoriale, che si articola in abilità emotive, personali e sociali, le quali correlano tra loro per affrontare in modo efficace le richieste e le pressioni quotidiane.
L'intelligenza emotiva-sociale implica l'adattamento dei soggetti al contesto sociale; in modo specifico, questo tipo di intelligenza risulta in connessione con l'autorealizzazione e con il benessere individuale. Per questo motivo, l'Autore si sofferma sul legame tra tale intelligenza e la capacità di autorealizzazione degli individui, concetto quest'ultimo di cui le origini possono essere rintracciate in Abraham Maslow (1954).

   
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Manuela Franco

Psicologa del lavoro e delle organizzazioni, esperta nella selezione e valutazione delle risorse umane, collabora con la cattedra di Psicologia della personalità della Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano. È co-autrice, insieme a Laura Tappatà, dell’adattamento italiano dell’Emotional Quotient Inventory – EQ-i.

manuela.franco@unicatt.it

   
 

Laura Tappatà

Insegna Psicologia generale presso la Facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica, sedi di Milano e di Brescia e collabora con la cattedra di Psicologia della personalità della Facoltà di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano.

laura.tappata@unicatt.it

   
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