Due casi di applicazione di misurazione dell’ansia (con il BAI) e della depressione (con il BDI-II)

Giuseppe Castellani

Accanto alle tradizionali prove diagnostiche per la condizione ansiosa e depressiva, da circa due anni sono stati editi da Giunti O.S. Organizzazioni Speciali, il BAI (Beck Anxiety Inventory) e il BDI-II (Beck Depression Inventory-II), due novità che ben figurano nel bagaglio dei test che uno psicologo ha a disposizione. I due test si configurano per importanti novità che li rendono assolutamente agili nella somministrazione e nella elaborazione, nonché, ovviamente, per la qualità dei risultati che propongono in seguito allo scoring. Come psicologo clinico - avendo somministrato diverse migliaia di prove che hanno permesso di disporre di una casistica clinica ad ampio spettro -, ho trovato il BAI e il BDI-II del tutto utili per favorire una comprensione ancora più esaustiva in relazione allo studio dei soggetti a fini peritali, in ambito biologico ed esistenziale. Questo grazie alle loro proprietà psicometriche, che tengono conto soprattutto dei risultati di recenti studi e della vicinanza diagnostica al DSM-IV, ulteriore vantaggio per coloro che devono confrontarsi in ambito medico-legale con altri professionisti e con l'ambiente giudiziale.

La struttura dei due test è analoga: abbiamo un questionario, costruito nel modo che usualmente conosciamo, ma con la gradevole novità di un'impaginazione che permette, appena terminata la prova, di avere i risultati dai soggetti. Non sono qui a descrivere puntualmente i fogli di scoring, né a compiere una opera di propaganda: oggettivamente, ho trovato le prove di grande valore e utilità e, per avvalorare questa opinione, presenterò un paio di esempi pratici, di soggetti "reali", tra i tanti che ho studiato, per due cause di danno biologico-esistenziale, ai fini di riconoscimento e risarcitorie, contro il Ministero della Salute e contro una compagnia assicurativa.

Ma prima di questo, voglio brevemente soffermarmi sulle qualità psicometriche delle due prove. Costruite secondo i criteri più attuali, i test evidenziano la condizione ansiosa BAI) e depressiva (BDI-II), presente nell'esaminato entro un arco di tempo più recente, circa un mese da quando viene somministrata la prova. Le norme costitutive sono più rigorose rispetto ai precedenti reattivi analoghi; il campione appare assai significativo; si tiene più conto delle esigenze pratiche dello psicologo; le diagnosi sono differenziate in modo ben maggiore rispetto ai reattivi già conosciuti. In particolare, il BDI-II è finalizzato ad una comprensione diagnostica del quadro depressivo, suddividendo i risultati in fattori somatico-affettivi, cognitivi e totali, fornendo un profilo del tutto nuovo per la completezza delle informazioni sullo stato del paziente, utilissime sia per la diagnosi sia per la terapia.
Ma il valore a mio giudizio più significativo è costituito dalla precisione del quadro diagnostico che otteniamo con l'affiancamento di queste con altre prove che misurino gli stati ansioso-depressivi con una larghezza temporale maggiore, ovverosia con test che descrivono la condizione più stabilizzata di fondo del soggetto in relazione a questa sintomatologia, eventualmente puntualizzando le differenze tra come una persona "si sente" in generale e come "si sente" adesso. Le esperienze cliniche compiute da più di un anno con decine di pazienti da diagnosticare testimoniano l'ulteriore ricchezza interpretativa che otteniamo con la somministrazione di queste prove. Rimando agli esaurienti manuali dei test, nelle loro versioni italiane, per il più approfondito esame di quanto brevemente ho posto in risalto.

Presentazione dei due casi
Ecco due casi che pragmaticamente evidenziano le qualità del BAI e del BDI-II. Con questi, sono stati somministrati il CDQ (Scala di Depressione IPAT), per la determinazione della condizione depressiva, e l'ASQ (Scala d'Ansia IPAT), per quella ansiosa, due prove alle quali si ricorre solitamente da vari anni, di più ampia gittata temporale. Vedremo come i test - a coppie diagnostiche -, si completano e come il BAI e il BDI-II ampliano la conoscenza del quadro nosologico, proprio la "virtù" descritta all'inizio.
I fogli di scoring dei test non sono qui riportati nelle loro originali vesti; illustro comunque le risposte dei soggetti e le relative diagnosi attraverso una "copiatura" più semplice dagli originali, che nulla toglie alla comprensione e all'apprezzamento delle prove. Fornisco, inoltre, le anamnesi e le conclusioni diagnostiche complessive, per meglio valutare sia l'entità dei disturbi presenti nei soggetti, sia il loro inquadramento medico-legale.

Caso I
Donna di 67 anni, madre di una ragazza - L. - con gravissimo danno biologico derivato da vaccino obbligatorio nel 1969. Da sempre è stata quella che possiamo considerare la colonna portante della famiglia - composta da un altro figlio e dal marito - , sino a quando le è stato diagnosticato un tumore al seno, nel dicembre del 2006. Presente appena poteva accanto alla figlia, la signora ha dovuto rallentare il suo impegno, sviluppando pertanto ancor più la sintomatologia nata dal malessere derivato dalla condizione di L., con la preoccupazione di non poterle più essere d'aiuto come nel passato. La vicenda della signora ricalca quelle analoghe che altre volte ho avuto modo di conoscere, con l'insorgenza di un quadro di disagio comportamentale marcato, con le continue problematiche derivate dal dover recarsi comunque al lavoro nonostante il continuo pensiero per le condizioni della figlia, con la necessità di doversi necessariamente appoggiare ai genitori che si prendessero cura della bambina, compiendo numerose rinunce, a partire proprio dalla sua professione, quando era responsabile vendite di una importante azienda di trasporti ed era necessaria una sua presenza qualificata che, non potendola garantire in maniera opportuna, ha comportato il rallentamento nella sua carriera, con un detrimento non solo nella immagine, ma particolarmente dal punto di vista economico.

   
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Giuseppe Castellani

Psicoterapeuta, psicologo del Reparto Neurospsichiatrico-Consultorio Psicologico dell’Ospedale Militare di Firenze. CTU presso il Tribunale di Firenze, è socio ordinario della Scuola Romana Rorschach e della Società Internazionale Rorschach.

beatbep@virgilio.it

   
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