Contrastare il burnout rafforzando l’impegno verso il lavoro: l’Organizational Checkup System

Omar Fassio

Da tre decenni esiste un termine specifico, burnout, per definire il disagio lavorativo percepito e vissuto da chi opera in contesti organizzativi nei quali la relazione con le altre persone è necessaria allo svolgimento della propria professione. Non essendoci una traduzione sintetica e chiara per il termine, la parola “burnout” è stata adottata internazionalmente, entrando così a far parte del gergo comune degli addetti ai lavori; è entrata anche nel lessico del personale delle strutture sanitarie, degli insegnanti e, con i nuovi sviluppi teorici di questi ultimi anni, potrà essere usata anche dai lavoratori di ogni organizzazione lavorativa.

La parola “burnout” sostituisce e precisa termini utilizzati dal senso comune, come per esempio quello di stress, contestualizzandoli in un ambito prettamente lavorativo (Maslach e Leiter, 1999). Questo termine esprime un problema reale, di cui molti hanno esperienza; esso riguarda i singoli lavoratori, i gruppi di lavoro e l’organizzazione lavorativa stessa che, anche solo per una mera problematica di riduzione della forza lavoro e degli utili, ne riconosce l’esistenza e sente la necessità di interessarsene per ridurlo.

Il termine ha ottenuto un buon successo, divenendo di uso sempre più frequente grazie sia agli studi condotti a livello teorico sia all’avanzamento pratico della sua misurazione. A Christina Maslach va il merito di aver introdotto la scala, il Maslach Burnout Inventory (MBI; Maslach e Jackson, 1981), che, se non unica nella misurazione del burnout, ha convinto per la semplicità di somministrazione e la bontà dei risultati offerti. Il gruppo di ricercatori che si occupa del burnout è via via sempre più numeroso e le revisioni del manuale di Christina Maslach sono andate nel tempo perfezionandosi attraverso la ricerca di nuove variabili in grado di chiarire sempre meglio le concause del burnout. Il cambiamento più importante riguarda l’estensione dello studio dal singolo individuo alla struttura organizzativa per la quale il singolo lavora. Rispetto a questa linea di sviluppo sono stati molto utili gli studi provenienti dalla Psicologia del lavoro e delle organizzazioni, i cui risultati sono stati utilizzati da Michael Leiter per arricchire ed approfondire gli strumenti di comprensione e di misurazione del burnout (Leiter e Maslach, 2000).


   
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Omar Fassio

Psicologo, Università degli Studi di Torino.

   
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