La SCL-90-R: una copertura quasi completa dello spettro psicopatologico

Emanuele Preti,  Antonio Prunas,  Irene Sarno

La SCL-90-R - Symptom Checklist-90-R (Derogatis, 1994) è uno strumento autosomministrato largamente utilizzato in tutto il mondo, tanto in ambito clinico che di ricerca.
Lo strumento ha una lunga storia; la versione originale della scala, la SCL-41, è stata progressivamente aggiornata, dapprima in una versione a 58 item, la SCL-58 (Derogatis, Lipman e Rickels, 1974) e poi, a più riprese, fino alla versione più recente, la SCL-90-R.
L'antecedente più diretto dello strumento è la SCL-90 (Derogatis, Lipman e Covi, 1973), che è stata introdotta come un prototipo della SCL-90-R. L'attenta analisi degli item della SCL-90 aveva permesso di rilevare alcuni limiti psicometrici e alcuni degli item furono sostituiti nella versione finale. Inoltre, alcune ambiguità presenti nelle istruzioni del test e nella definizione del continuum di disagio portarono a una revisione di questi aspetti nella versione finale "R(evised)". Infine, la SCL-90 non disponeva di dati normativi e le ricerche esistenti che dimostrano la validità e la sensibilità dello strumento sono state condotte primariamente con la SCL-90-R e non con il prototipo SCL-90.
Nella sua versione definitiva la scala risulta composta da 90 item e valuta la presenza e la gravità di sintomi di disagio psichico nell'ultima settimana (incluso il giorno in cui avviene la valutazione) in diversi domini sintomatologici; a ogni item viene attribuito un punteggio su una scala Likert a cinque punti che va da "Per niente" a "Moltissimo".
Lo strumento si differenzia da altri questionari autosomministrati per la rilevazione del disagio psichico dal momento che misura tanto i sintomi internalizzanti (quali depressione, somatizzazione, manifestazioni di ansia) quanto quelli esternalizzanti (quali aggressività, ostilità, impulsività), arrivando quindi a coprire quasi interamente lo spettro psicopatologico.
Altri aspetti che ne hanno favorito la diffusione dello strumento sono la rapidità della compilazione (richiede circa 12-15 minuti di tempo) e la possibilità di utilizzarlo per misure ripetute, valutando ad esempio l'efficacia di specifici trattamenti nel ridurre i livelli di disagio psichico. In letteratura la scala è infatti stata abbondantemente utilizzata anche come misura di outcome nella ricerca in psicoterapia e in setting di medicina di base.
Nella pratica clinica, la SCL-90-R è utilizzata per la valutazione del livello di disagio generale così come per ottenere profili più articolati e specifici che illustrano cioè la peculiare configurazione di sintomi psicologici in soggetti non clinici e clinici (pazienti psichiatrici o di medicina generale).

 

Le dimensioni sintomatologiche primarie e gli indici globali

Le risposte del soggetto vengono interpretate sulla base di nove dimensioni sintomatologiche primarie elencate di seguito:

  • Somatizzazione (SOM): riflette il disagio derivante dalla percezione di disfunzioni corporee e include sintomi incentrati sugli apparati cardiovascolare, gastrointestinale e respiratorio, oltre a sintomi algici e agli equivalenti somatici dell'ansia;
  • Ossessività-Compulsività (O-C): include i sintomi che sono comunemente identificati con la sindrome clinica che porta lo stesso nome; gli item indagano la presenza di pensieri, impulsi e azioni sperimentati soggettivamente come persistenti e irresistibili e che sono di natura egodistonica o indesiderati;
  • Ipersensibilità interpersonale (I-S): si focalizza sui sentimenti di inadeguatezza e inferiorità, autosvalutazione, marcato disagio nelle interazioni interpersonali, estrema ipersensibilità rispetto al Sé e aspettative negative riguardo ai comportamenti interpersonali;
  • Depressione (DEP): i sintomi di questa scala coprono le manifestazioni cliniche della depressione e includono affetti disforici, ritiro dell'interesse nella vita, mancanza di motivazione e perdita di energia vitale, disperazione, pensieri suicidari e altri correlati cognitivi e somatici della depressione;
  • Ansia (ANX): include segni generali di ansia quali nervosismo, tensione e tremori così come attacchi di panico e sentimenti di terrore, apprensione e paura;
  • Ostilità (HOS): riflette pensieri, sentimenti o azioni caratteristici della rabbia di cui coprono tutte le modalità di espressione e manifestazione quali aggressività, irritabilità e rancore;
  • Ansia fobica (PHOB): si riferisce a una risposta persistente di paura - per una specifica persona, uno specifico luogo, oggetto o situazione - che viene riconosciuta come irrazionale e sproporzionata allo stimolo e conduce a comportamenti di evitamento o fuga;
  • Ideazione paranoide (PAR): pensiero proiettivo, ostilità, sospettosità, grandiosità, autoriferimento, paura di perdita dell'autonomia e deliri sono concepite come espressioni primarie di questa sottoscala;
  • Psicoticismo (PSY): include item indicativi di uno stile di vita introverso, isolato, schizoide, così come sintomi di primo rango della schizofrenia, quali allucinazioni e disturbi del controllo del pensiero ed è concepita come un continuum che oscilla da una moderata alienazione interpersonale fino alla franca psicosi.
   
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Emanuele Preti

Psicologo, dottore di ricerca in Psicologia sociale, cognitiva e clinica, collabora all’attività didattica dei corsi di Psicologia clinica e Psicopatologia generale e dell’età evolutiva presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La sua attività di ricerca si concentra principalmente sull’assessment e sulla terapia dei disturbi di personalità.

emanuele.preti@unimib.it

   
 

Antonio Prunas

Psicologo, psicologo, dottore di ricerca in Psicologia clinica, specialista in Psicologia clinica e psicoterapeuta, è ricercatore di Psicologia clinica presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca dove insegna Psicopatologia generale e dell’età evolutiva. I suoi interessi principali riguardano l’assessment della personalità patologica, i disturbi da uso di sostanze e il disturbo dell’identità di genere.

antonio.prunas@unimib.it

   
 

Irene Sarno

Psicologa clinica, psicologa clinica, psicoterapeuta e dottore di ricerca in Psicologia clinica, opera presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e collabora all’attività didattica per i corsi di Psicologia clinica e di Psicopatologia generale e dell’età evolutiva. I suoi interessi principali riguardano l’assessment, i disturbi di personalità, i comportamenti autolesivi, le pratiche di modificazione del corpo e la psicopatologia evolutiva.

irene.sarno@unimib.it

   
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