La SCL-90-R: una copertura quasi completa dello spettro psicopatologico


Emanuele Preti

Psicologo, dottore di ricerca in Psicologia sociale, cognitiva e clinica, collabora all’attività didattica dei corsi di Psicologia clinica e Psicopatologia generale e dell’età evolutiva presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La sua attività di ricerca si concentra principalmente sull’assessment e sulla terapia dei disturbi di personalità.

emanuele.preti@unimib.it

Antonio Prunas

Psicologo, psicologo, dottore di ricerca in Psicologia clinica, specialista in Psicologia clinica e psicoterapeuta, è ricercatore di Psicologia clinica presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca dove insegna Psicopatologia generale e dell’età evolutiva. I suoi interessi principali riguardano l’assessment della personalità patologica, i disturbi da uso di sostanze e il disturbo dell’identità di genere.

antonio.prunas@unimib.it

Irene Sarno

Psicologa clinica, psicologa clinica, psicoterapeuta e dottore di ricerca in Psicologia clinica, opera presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e collabora all’attività didattica per i corsi di Psicologia clinica e di Psicopatologia generale e dell’età evolutiva. I suoi interessi principali riguardano l’assessment, i disturbi di personalità, i comportamenti autolesivi, le pratiche di modificazione del corpo e la psicopatologia evolutiva.

irene.sarno@unimib.it

La SCL-90-R - Symptom Checklist-90-R (Derogatis, 1994) è uno strumento autosomministrato largamente utilizzato in tutto il mondo, tanto in ambito clinico che di ricerca.
Lo strumento ha una lunga storia; la versione originale della scala, la SCL-41, è stata progressivamente aggiornata, dapprima in una versione a 58 item, la SCL-58 (Derogatis, Lipman e Rickels, 1974) e poi, a più riprese, fino alla versione più recente, la SCL-90-R.
L'antecedente più diretto dello strumento è la SCL-90 (Derogatis, Lipman e Covi, 1973), che è stata introdotta come un prototipo della SCL-90-R. L'attenta analisi degli item della SCL-90 aveva permesso di rilevare alcuni limiti psicometrici e alcuni degli item furono sostituiti nella versione finale. Inoltre, alcune ambiguità presenti nelle istruzioni del test e nella definizione del continuum di disagio portarono a una revisione di questi aspetti nella versione finale "R(evised)". Infine, la SCL-90 non disponeva di dati normativi e le ricerche esistenti che dimostrano la validità e la sensibilità dello strumento sono state condotte primariamente con la SCL-90-R e non con il prototipo SCL-90.
Nella sua versione definitiva la scala risulta composta da 90 item e valuta la presenza e la gravità di sintomi di disagio psichico nell'ultima settimana (incluso il giorno in cui avviene la valutazione) in diversi domini sintomatologici; a ogni item viene attribuito un punteggio su una scala Likert a cinque punti che va da "Per niente" a "Moltissimo".
Lo strumento si differenzia da altri questionari autosomministrati per la rilevazione del disagio psichico dal momento che misura tanto i sintomi internalizzanti (quali depressione, somatizzazione, manifestazioni di ansia) quanto quelli esternalizzanti (quali aggressività, ostilità, impulsività), arrivando quindi a coprire quasi interamente lo spettro psicopatologico.
Altri aspetti che ne hanno favorito la diffusione dello strumento sono la rapidità della compilazione (richiede circa 12-15 minuti di tempo) e la possibilità di utilizzarlo per misure ripetute, valutando ad esempio l'efficacia di specifici trattamenti nel ridurre i livelli di disagio psichico. In letteratura la scala è infatti stata abbondantemente utilizzata anche come misura di outcome nella ricerca in psicoterapia e in setting di medicina di base.
Nella pratica clinica, la SCL-90-R è utilizzata per la valutazione del livello di disagio generale così come per ottenere profili più articolati e specifici che illustrano cioè la peculiare configurazione di sintomi psicologici in soggetti non clinici e clinici (pazienti psichiatrici o di medicina generale).

 

Le dimensioni sintomatologiche primarie e gli indici globali

Le risposte del soggetto vengono interpretate sulla base di nove dimensioni sintomatologiche primarie elencate di seguito:

  • Somatizzazione (SOM): riflette il disagio derivante dalla percezione di disfunzioni corporee e include sintomi incentrati sugli apparati cardiovascolare, gastrointestinale e respiratorio, oltre a sintomi algici e agli equivalenti somatici dell'ansia;
  • Ossessività-Compulsività (O-C): include i sintomi che sono comunemente identificati con la sindrome clinica che porta lo stesso nome; gli item indagano la presenza di pensieri, impulsi e azioni sperimentati soggettivamente come persistenti e irresistibili e che sono di natura egodistonica o indesiderati;
  • Ipersensibilità interpersonale (I-S): si focalizza sui sentimenti di inadeguatezza e inferiorità, autosvalutazione, marcato disagio nelle interazioni interpersonali, estrema ipersensibilità rispetto al Sé e aspettative negative riguardo ai comportamenti interpersonali;
  • Depressione (DEP): i sintomi di questa scala coprono le manifestazioni cliniche della depressione e includono affetti disforici, ritiro dell'interesse nella vita, mancanza di motivazione e perdita di energia vitale, disperazione, pensieri suicidari e altri correlati cognitivi e somatici della depressione;
  • Ansia (ANX): include segni generali di ansia quali nervosismo, tensione e tremori così come attacchi di panico e sentimenti di terrore, apprensione e paura;
  • Ostilità (HOS): riflette pensieri, sentimenti o azioni caratteristici della rabbia di cui coprono tutte le modalità di espressione e manifestazione quali aggressività, irritabilità e rancore;
  • Ansia fobica (PHOB): si riferisce a una risposta persistente di paura - per una specifica persona, uno specifico luogo, oggetto o situazione - che viene riconosciuta come irrazionale e sproporzionata allo stimolo e conduce a comportamenti di evitamento o fuga;
  • Ideazione paranoide (PAR): pensiero proiettivo, ostilità, sospettosità, grandiosità, autoriferimento, paura di perdita dell'autonomia e deliri sono concepite come espressioni primarie di questa sottoscala;
  • Psicoticismo (PSY): include item indicativi di uno stile di vita introverso, isolato, schizoide, così come sintomi di primo rango della schizofrenia, quali allucinazioni e disturbi del controllo del pensiero ed è concepita come un continuum che oscilla da una moderata alienazione interpersonale fino alla franca psicosi.

Sono inoltre presenti sette item che non vengono inclusi in nessuna delle dimensioni sintomatologiche primarie ma contribuiscono a integrare i punteggi globali della SCL-90-R e ad arricchire la lettura clinica del profilo e, nelle intenzioni dell'Autore, devono essere utilizzati in modo "configurazionale". In quest'ottica, un punteggio elevato ottenuto alla scala DEP in presenza dei sintomi "Svegliarsi presto al mattino" e "Scarso appetito" potrebbe avere un significato clinico piuttosto diverso rispetto a un punteggio analogo in assenza di questi sintomi. Allo stesso modo, il "Sentirsi in colpa" è un indicatore clinico importante che fornisce informazioni utili.
Oltre ai punteggi relativi alle specifiche dimensioni sintomatologiche è altresì possibile ottenere tre indici globali creati essenzialmente per fornire maggiore flessibilità nella valutazione complessiva dello stato psicopatologico del paziente e disporre di indicatori di gravità sintomatologica e disagio psichico. La funzione di ognuno di questi indici generali è di comunicare, attraverso un unico punteggio, l'intensità o la profondità del disagio psicologico del soggetto. Poiché ogni indice riflette un aspetto piuttosto differente del disagio psicologico del rispondente (Derogatis et al., 1975), quando usati in maniera integrata, essi permettono di disporre di dati molto utili per la valutazione accurata del quadro clinico.
Essi sono:

  • Global Severity Index (GSI): rappresenta il migliore indice generale dell'intensità o della profondità attuale del disturbo. Esso combina informazioni riguardanti il numero di sintomi riferiti e l'intensità del disagio percepito. Il GSI dovrebbe essere utilizzato nella maggior parte dei casi in cui venga richiesto un singolo indice riassuntivo;
  • Positive Symptom Total (PST): costituisce una misura dello stile di risposta e indica se il rispondente ha accentuato o minimizzato il proprio disagio sintomatologico; esso riflette cioè il livello medio di disagio relativamente ai soli sintomi che il soggetto si è attribuito e, come tale, può essere interpretato come un indice dell'intensità sintomatologica;
  • Positive Symptom Distress Index (PSDI): riflette semplicemente il numero di sintomi riferiti dal soggetto, indipendentemente dall'intensità del disagio ad essi associato. Può essere interpretato come una misura della varietà/ampiezza del quadro sintomatologico.

 

Campi di applicazione e usi

 

In ambito clinico
La natura multidimensionale della SCL-90-R consente di ottenere informazioni specifiche rispetto al disagio sintomatologico nei diversi domini indagati, oltre che informazioni più generali rispetto al distress complessivo del paziente, attraverso la lettura degli indici globali.
L'interpretazione dei punteggi, infatti, dovrebbe idealmente riferirsi tanto alle singole dimensioni sintomatologiche misurate dalla SCL-90-R, quanto al profilo complessivo risultante dalle diverse dimensioni; alcune di esse possono tuttavia essere ritenute più importanti o informative di altre, a seconda dello specifico scopo per il quale il questionario è stato utilizzato.
È quindi raccomandabile considerare non solo il punteggio relativo a una dimensione, ma quelli relativi a tutte le dimensioni misurate, dal momento che il singolo punteggio assume significato soprattutto in relazione a tutti gli altri. Inoltre, una volta individuate le aree problematiche, sarà necessaria un'analisi qualitativa dei sintomi che contribuiscono maggiormente al disagio in tali aree.
Il manuale della SCL-90-R fornisce anche informazioni rispetto agli item a bassa frequenza in popolazione generale, cioè i sintomi che soggetti non clinici si attribuiscono raramente: sarà di particolare interesse rilevare che un paziente riferisce alcuni sintomi che, nel campione normativo di riferimento, vengono rilevati in una percentuale ridotta di soggetti non clinici.
La brevità del tempo di somministrazione e la facile comprensibilità del test fanno sì che la SCL-90-R possa essere utilizzata come strumento di screening per individuare casi che richiedono una particolare attenzione clinica. Un ambito di applicazione di crescente interesse per gli strumenti autosomministrati di raccolta sintomatologica riguarda, infatti, il loro uso come strumenti di screening per i disturbi psichici. Il manuale della SCL-90-R fornisce a questo proposito una definizione operazionale di caseness - il valore della misura di screening da adottare come punteggio-soglia per identificare un caso positivo. Per la SCL-90-R, la regola operazionale stabilisce che, se il rispondente ottiene un punteggio grezzo GSI corrispondente a un punteggio T maggiore o uguale a 63, o se qualsiasi dei due punteggi relativi alle dimensioni primarie corrispondono a un punteggio T superiore o uguale a 63, allora l'individuo è considerato un caso degno di attenzione clinica o un soggetto a rischio.

In ambito di ricerca
Una ricerca bibliografica attraverso i database Pubmed e Psycinfo restituisce rispettivamente 1634 e 2968 lavori che contengono nel titolo o nell'abstract i termini "SCL-90" o "SCL-90-R". Lo strumento è uno dei più utilizzati, in Italia e nel mondo, per la valutazione dello stato dei sintomi psicologici di pazienti psichiatrici, pazienti di medicina generale e soggetti non clinici. In ambito di ricerca, la SCL-90-R viene utilizzata in un'unica somministrazione per la valutazione dello stato clinico dei soggetti, ad esempio per valutare eventuali criteri di inclusione/esclusione, o in modo ripetuto per documentare i risultati formali, i trend di risposta, o per valutazione pre e post trattamento.

La versione italiana

Nonostante l'utilizzo estensivo sia in campo clinico che di ricerca, fino ad oggi le proprietà psicometriche della versione italiana della SCL-90-R non erano mai state indagate formalmente.
La taratura italiana ad opera degli Autori consente di utilizzare lo strumento avvalendosi delle norme relative a una popolazione di oltre 3600 soggetti; le norme sono suddivise per genere e per fasce d'età (adolescenti, giovani adulti, adulti). Oltre alle norme relative alla versione originale dello strumento (9 dimensioni sintomatologiche e 3 indici globali), gli Autori offrono, nella seconda parte del manuale, i dati relativi alla struttura fattoriale italiana del test, che hanno portato a definire una forma breve, composta di 69 item, che vanno a saturare su 8 sottoscale sintomatologiche e 3 indici globali. L'elaborazione della nuova versione a 69 item si è resa necessaria a partire dalla considerazione dei numerosi studi in letteratura che non sono stati in grado di confermare la struttura fattoriale a 9 dimensioni.
Le 8 dimensioni individuate dalla versione a 69 item sono le seguenti:

  • Disagio relazionale: riflette sintomi quali ideazione paranoide, sospettosità e pensiero proiettivo; ideazione di riferimento; ansia sociale, sensazione di disagio o imbarazzo in presenza di altre persone e nella messa in atto, in presenza di altri, di attività che espongono al giudizio, difficoltà nell'approccio con l'altro sesso, sentimenti di inferiorità e inadeguatezza; sensazione di distanza affettiva dagli altri, sentimenti di solitudine. Tali sintomi comportano principalmente una compromissione del funzionamento a livello relazionale e interpersonale.
  • Lamentele somatiche: include item che riflettono un senso di disagio derivante dalla percezione di disfunzioni corporee relativamente a vari organi e apparati. I sintomi appaiono in particolare focalizzati sugli apparati cardiovascolare, gastrointestinale e muscolare.
  • Ansia: include manifestazioni parossistiche e acute di ansia quali attacchi di panico, sentimenti di terrore, apprensione, pensieri intrusivi, evitamento e paure immotivate o riconducibili a diversi contesti e situazioni .
  • Aggressività-Ostilità: riflette pensieri, stati emotivi interni e pattern comportamentali caratteristici della rabbia. Gli item includono l'esperienza di intensi impulsi aggressivi, manifestazioni di aggressività scaricata su oggetti o verbale diretta ad altre persone, e altri derivati della rabbia quali un atteggiamento critico e polemico nei confronti degli altri, l'irritabilità e il risentimento.
  • Disforia: include una serie di item indicativi di uno stato dell'umore "negativo" e caratterizzato da deflessione del tono dell'umore, facilità al pianto, elevata irritabilità, nervosismo, apprensione o senso di agitazione interna.
  • Ideazione depressiva: include item che coprono in maniera esaustiva i contenuti mentali caratteristici della depressione quali idee di morte e ideazione suicidaria, senso di inutilità e scarsa autostima, pessimismo, mancanza di speranza e senso di colpa.
  • Ossessività-Compulsività: include sintomi che fanno capo a un generale deficit della prestazione cognitiva e che coprono la capacità di concentrazione, di memoria, di presa di decisioni, di intraprendere e portare a termine comportamenti finalizzati, la tendenza al controllo e la mancanza di interesse.
  • Disturbi del sonno: include tre item che riguardano problemi legati al sonno inclusi insonnia iniziale e termale, e sonno non ristoratore.

In linea generale, i dati relativi alla versione a 69 item, più aderenti alla specifica realtà della popolazione italiana, potrebbero essere utilizzati, attraverso le rispettive norme, a scopo clinico. Per quanto riguarda l'uso a fini di ricerca, è attualmente preferibile utilizzare la versione originale a 9 fattori (anche in questo caso sono disponibili le norme relative alla popolazione italiana), che rende più facile e immediato il confronto con i dati ottenuti dalle ricerche internazionali.

Riferimenti bibliografici

Derogatis, L.R. (1994). Symptom Checklist-90-R: Administration, scoring, and procedures manual (3rd ed.). Minneapolis, MN: National Computer Systems.
Derogatis, L.R., Lipman, R.S. e Covi, L. (1973). SCL-90: An outpatient psychiatric rating scale: Preliminary report. Psychopharmacology Bulletin, 9 (1),13-27.
Derogatis, L.R., Lipman, R.S. e Rickels, K. (1974). The Hopkins Symptom Checklist (HSCL): A measure of primary symptom dimensions. In P. Pichot (a cura di), Psychological measurements in psychopharmacology. Basel: Karger.

I link sono stati apposti dalla Redazione; i siti cui essi rimandano erano in atto al momento della pubblicazione dell'articolo.

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