La Symptom Checklist-90-R (SCL-90-R): un’applicazione clinica

Emanuele Preti,  Antonio Prunas,  Irene Sarno

La Symptom Checklist-90-R (SCL-90-R) (Derogatis, 1994) è uno strumento autosomministrato composto da 90 item che valuta la presenza e la gravità di sintomi di disagio psichico nell'ultima settimana (incluso il giorno in cui avviene la valutazione) in diversi domini sintomatologici; a ogni item viene attribuito un punteggio su una scala Likert a cinque punti (0-4) da "Per niente" a "Moltissimo".
In questa sede, si intende illustrare un'applicazione clinica del questionario attraverso un caso clinico esemplificativo.

 

Descrizione del caso

Il consulto viene richiesto allo scopo di elaborare un programma terapeutico per un disturbo da uso di sostanze.
La paziente, una studentessa universitaria ventunenne orfana di madre, riferisce il consumo attuale di cannabis, cocaina e alcol; racconta inoltre di aver avuto esperienze pregresse, a titolo di sperimentazione, con l'ecstasy e l'eroina (fumata). Ammette inoltre abuso pregresso di psicofarmaci (Valium) e oppiacei (codeina) che generalmente reperiva nell'armadietto dei farmaci, in casa di un'amica.
Relativamente al consumo di cocaina, la paziente riferisce di averne iniziato l'assunzione intorno ai 17 anni e di averne fatto uso pressoché continuamente da allora, fino a giungere progressivamente a un consumo, sempre in contesti sociali, di un grammo e mezzo al giorno.
L'assunzione della cannabis ha avuto inizio nello stesso periodo fino a divenire giornaliera; la sostanza veniva per lo più consumata in solitudine e l'uso sarebbe stato interrotto tre mesi prima del colloquio.
Si segnala inoltre la presenza di abuso consistente di alcol concentrato, per quanto riferito dalla paziente, esclusivamente nei fine settimana.
La paziente mostra una spiccata tendenza a minimizzare la gravità delle condotte di abuso, dichiarando di essere in grado di interrompere l'assunzione in qualsiasi momento e senza alcuna difficoltà. Al contempo, tuttavia, esprime il desiderio di sperimentare tutte le sostanze possibili e assumerle in quantitativi sempre maggiori (allo scopo di giungere a "sfidare i propri limiti").
La paziente riconosce nell'abuso di cocaina un problema "secondario" ritenendo di avere maggiore difficoltà ad astenersi dal consumo di cannabis. La minaccia, da parte del padre medico, di sottoporla sistematicamente al test delle urine e di cacciarla di casa qualora esso risultasse positivo per qualsiasi sostanza, rappresenta, al momento attuale, la principale motivazione alla base della richiesta del consulto.
La paziente non mostra alcuna preoccupazione rispetto ai recenti episodi di intossicazione acuta, l'ultimo dei quali è avvenuto tra un colloquio e il successivo e nel quale ha assunto elevati quantitativi di alcol e cannabis in occasione di un rave party fino a perdere i sensi.
Oltre all'uso di sostanze si segnalano gravi problemi nel controllo della rabbia e dell'aggressività (liti e scontri, anche fisici) che hanno di recente portato all'intervento delle forze dell'ordine e a una denuncia per aggressione.
Il rendimento accademico è scarso in quanto la paziente riferisce di non riuscire a concentrarsi nello studio e che la frequenza delle lezioni all'università rappresenta, al momento, uno sforzo che non è in grado di sostenere.
Da un punto di vista relazionale, la paziente riferisce di essere fidanzata da circa un anno con uno spacciatore attraverso il quale riesce a procurarsi, senza difficoltà, le sostanze di abuso. La relazione viene descritta come estremamente burrascosa e altalenante e, proprio tra un colloquio e il successivo, i due sono stati sul punto di separarsi in quanto il ragazzo è venuto a conoscenza di un tradimento da parte della ragazza.
La paziente riferisce di aver intrapreso, da circa 7 mesi, una terapia psicologica con frequenza bisettimanale senza alcun beneficio apprezzabile.
La paziente è stata sottoposta all'intervista clinica SCID II e ha compilato MMPI-II e SCL-90-R.

   
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Emanuele Preti

Psicologo, dottore di ricerca in Psicologia sociale, cognitiva e clinica, collabora all’attività didattica dei corsi di Psicologia clinica e Psicopatologia generale e dell’età evolutiva presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. La sua attività di ricerca si concentra principalmente sull’assessment e sulla terapia dei disturbi di personalità.

emanuele.preti@unimib.it

   
 

Antonio Prunas

Psicologo, psicologo, dottore di ricerca in Psicologia clinica, specialista in Psicologia clinica e psicoterapeuta, è ricercatore di Psicologia clinica presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca dove insegna Psicopatologia generale e dell’età evolutiva. I suoi interessi principali riguardano l’assessment della personalità patologica, i disturbi da uso di sostanze e il disturbo dell’identità di genere.

antonio.prunas@unimib.it

   
 

Irene Sarno

Psicologa clinica, psicologa clinica, psicoterapeuta e dottore di ricerca in Psicologia clinica, opera presso il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e collabora all’attività didattica per i corsi di Psicologia clinica e di Psicopatologia generale e dell’età evolutiva. I suoi interessi principali riguardano l’assessment, i disturbi di personalità, i comportamenti autolesivi, le pratiche di modificazione del corpo e la psicopatologia evolutiva.

irene.sarno@unimib.it

   
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