Wechsler Intelligence Scale for Children – Fourth Edition (WISC-IV): innovazioni per la clinica

Laura Rivolta,  Chiara Donzelli

Nel 2003, negli Stati Uniti, nasceva la WISC-IV1 (Wechsler, 2003); nel 2004 veniva tradotta e tarata la versione nel Regno Unito; in Italia la data da segnare in agenda è stata il febbraio 2012.
Sicuramente, tra le diverse riedizioni delle scale Wechsler, la WISC-IV è quella più innovativa: cambia, infatti, l'architettura dello strumento, per la prima volta si abbandona il tradizionale raggruppamento dei subtest in scala verbale e di performance e non si calcolano più i corrispondenti quozienti intellettivi - scompaiono, pertanto, i termini ormai "storici" di QI verbale e QI di performance - e sono previsti nuovi punteggi compositi - denominati Indici (fig. 1) - che spostano il focus su abilità dominio-specifiche (Kaufman, Flanagan et al., 2006). La scelta di modificare l'architettura della scala è legata alla necessità di aggiornare strumenti focalizzati su modelli teorici dell'intelligenza superati da anni per allinearsi ai più moderni studi teorici e fattoriali (Sattler, Dumont, 2004) che sostengono i modelli di intelligenza delle abilità molteplici (CHC; McGrew, 1997) e gli studi sull'importanza di un'analisi qualitativa oltre che quantitativa dei processi cognitivi (Boston Quantified Process Approach).

Figura 1
WISC-IV e Indici (Lang e Michelotti, in corso di stampa)

ricerca

In questa sede, il focus sarà posto sugli aspetti innovativi per la clinica che derivano dalla nuova architettura della scala. È interessante, infatti, notare come sia possibile una lettura del protocollo e dei dati raccolti secondo molteplici razionali che pongono l'accento su aspetti diversi, ma complementari. In particolare, i primi studi psicometrici (Wechsler, 2003b; Sattler, Dumont, 2004; Watkins, Wilson et al., 2006; Orsini, Pezzuti et al., 2012) evidenziano una struttura a quattro fattori che permette di identificare quattro Indici di analisi dei risultati a loro volta aggregabili in tre punteggi compositi. Flanagan e Kaufman (2009) propongono una struttura a cinque fattori più congrua con la teoria CHC, nonché una lettura "clinica" del protocollo e, se si privilegiano le teorizzazioni del gruppo di Boston, è possibile affiancare alla lettura quantitativa quella qualitativa e di processo.
L'esaminatore, quindi, può valutare i punteggi che ottiene in base a modelli teorici di riferimento diversi, a patto che somministri non solo i subtest fondamentali, ma anche i subtest supplementari.

1Per indicazioni più precise rispetto alle principali modifiche apportate nel passaggio dalla WISC-III alla WISC-IV si rimanda a Wechsler (2003), Burns e O'Leary (2004), Kaufman, Flanagan et al. (2006) e Rocci, Mastrantonio et al. (2012).

   
pagina 1 di 6
1 | 2 | 3 | 4 | 5 |   >>
b
f


 

Laura Rivolta

Psicologa, dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dove è professore a contratto di Metodi diagnostici e Metodi di Analisi e Codifica del testo clinico. Collabora con i servizi “Difficoltà di Apprendimento e Problemi cognitivi ” e “Bambini” dell’Associazione per la Ricerca in Psicologia Clinica (A.R.P.).

l.rivolta1@campus.unimib.it

   
 

Chiara Donzelli

Psicologa, collabora con il servizio “Difficoltà di Apprendimento e Problemi Cognitivi” dell’Associazione per la Ricerca in Psicologia Clinica (A.R.P.).

chiara.donzelli7@tiscali.it

   
f