A partire dagli anni Settanta, una delle teorie neopsicologiche che ha maggiormente influenzato lo studio e la misurazione dell'intelligenza è quella di A. Lurija (1966, 1973, 1980). Lo studioso russo ha preso da subito le distanze sia dai modelli di localizzazione rigoroso sia da quelli di equipotenzialità delle strutture cerebrali, che per anni hanno concepito le funzioni mentali come facoltà isolate e localizzate in specifiche aree cerebrali. Al tradizionale concetto di intelligenza come fattore generale, l'Autore ha contrapposto una concezione delle abilità intellettive, intese come un insieme complesso e gerarchico di processi mentali deputati all'elaborazione delle informazioni.
[...] le funzioni mentali, intese come sistemi funzionali complessi, non si possono localizzare in zone limitate della corteccia o in gruppi cellulari isolati, ma devono essere organizzate in sistemi di zone che lavorano in sincronia, ognuna delle quali svolge il suo ruolo in un sistema funzionale complesso, e che si possono localizzare in aree cerebrali completamente differenti e spesso molto distanti l'una dall'altra (Lurija, 1973; tr. it. 1977, p. 36).
Uno degli elementi innovativi della teoria di Lurija è il principio della struttura gerarchica delle zone corticali. Secondo il neuropsicolo russo l'elaborazione di un imput procede dalle aree primarie a quelle terziarie: le informazioni afferiscono alle strutture subcorticali e, in un momento successivo, alle aree corticali primarie (di proiezione) - ci sono tre aree primarie per i diversi sensi: nel lobo occipitale gli stimoli visivi, in quello temporale gli stimoli uditivi e nel lobo parietale gli stimoli senso-motori - per essere poi elaborate nelle aree secondarie (o corteccia associativa). Nella corteccia terziaria (zone di sovrapposizione) sono sintetizzate tutte le informazioni: in questa sede avvengono i processi di comprensione e di astrazione dell'informazione acquisita dalla periferia sensoriale. Secondo Lurija (1973), quindi, non si può parlare di una localizzazione delle funzioni cognitive: l'elaborazione cognitiva si avvale di "unità o sistemi funzionali" che sono indispensabili per qualsiasi tipo di attività mentale.
La prima unità funzionale - localizzata nel tronco cerebrale, nel diencefalo e nelle regioni mediali della corteccia - fornisce il livello adeguato di arousal o di tono corticale necessario a filtrare o a percepire gli stimoli in maniera adeguata. Secondo Kaufman e Treisman (1984), l'arousal e l'attenzione sono processi interconnessi, ma distinti: l'arousal è associato al tono corticale, mentre l'attenzione è uno stato cognitivo complesso, sotto il controllo volontario, che può essere indirizzata e controllata dal soggetto in base all'attività delle altre unità funzionali. Questa prima unità è, quindi, alla base di ogni processo cognitivo umano, perché, mantenendo lo stato di arousal, permette al soggetto di orientare specificatamente l'attenzione.