"Ogni nostra cognizione principia dai sentimenti"
(Leonardo Da Vinci)
Il 9 marzo 2012 si è svolto a Firenze, presso l'Aula Magna dell'Università il Convegno internazionale di Intelligenza Emotiva: Modelli teorici e prassi operative nei luoghi di lavoro e nelle scuole. L'evento ha visto, in esclusiva per il nostro Paese, la presenza di Autori considerati tra i massimi esperti mondiali sul tema, tra cui alcuni insigni esponenti del gruppo di ricerca della Yale University, in particolare il Rettore Peter Salovey, Autore che, per primo, ha definito formalmente il costrutto di Intelligenza Emotiva nel 1990, insieme a John J. Mayer, dando avvio così alla ricerca sul tema.
Il Convegno ha rappresentato un importante momento di confronto internazionale; infatti, oltre a Marc A. Brackett, David R. Caruso e Linke Lance della Yale University, hanno partecipato anche alcuni ricercatori dell'Universidad de Malaga, tra cui il Pablo F. Berrocal.
Il simposio, che sia è rivolto sia al mondo delle organizzazioni che a quello delle scuole, ha attratto in pochissimi giorni diverse centinaia di persone da tutta Italia e da altri Paesi del mondo. L'obiettivo principale dell'evento è stato quello scientifico, di conoscenza, di dibattito e di diffusione del costrutto di Intelligenza Emotiva, dei principali risultati della ricerca sul tema, sia a livello italiano che internazionale, e delle sue concrete applicazioni nei luoghi di lavoro e nelle scuole. Tra i modelli teorici presentati, quello che più ha caratterizzato l'iniziativa è stato il modello di abilità dei Quattro Rami" di Mayer e Salovey (1997), che definisce l'Intelligenza Emotiva come un costrutto composto da quattro abilità, riferite sia a se stessi che agli altri:
- PERCEPIRE ed esprimere correttamente le emozioni, mantenendone il valore informativo;
- UTILIZZARE, generare le emozioni cha favoriscono i processi di pensiero;
- COMPRENDERE le emozioni e ciò che concerne la conoscenza emotiva (cause, conseguenze e vocabolario emozionale);
- GESTIRE le emozioni efficacemente, in modo tale da favorire la crescita emotiva e intellettiva del soggetto.
Considerati i benefici delle applicazioni degli interventi formativi sull'Intelligenza Emotiva basati sulle evidenze scientifiche (diminuzione di dipendenza e abuso di sostanze, dei sintomi di stress, ansia, burnout, depressione, ADHD, bullismo, aggressività e comportamenti auto ed etero-distruttivi in generale, nonché miglioramento del benessere, della soddisfazione, delle relazioni interpersonali, della comunicazione, della gestione dei conflitti, della performance e dei comportamenti adattivi in generale), un altro obiettivo specifico del Convegno è stato quello di sensibilizzare le istituzioni circa l'importanza di tali interventi e promuoverne l'applicazione, sia sul territorio che a livello nazionale. La forte partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni che sono intervenute e hanno patrocinato l'iniziativa ha contribuito a rendere il Convegno un punto di partenza concreto e significativo per l'avvio di buone prassi.