IE-ACCME: Intelligenza Emotiva: Abilità, Credenze e Concetto di sé Meta-Emotivo in preadolescenti e adolescenti

Antonella D'Amico

Il test IE-ACCME (Intelligenza Emotiva: Abilità, Credenze e Concetto di sé Meta-Emotivo; link scheda catalogo) è uno strumento di misurazione dell'Intelligenza Emotiva (d'ora in poi IE), destinato a preadolescenti e adolescenti e ispirato al modello di IEproposto da Mayer e Saloveynel 1997.
Secondo Mayer e Salovey le emozioni, come tutti gli altri tipi di informazione, sono segnali che necessitano di vere e proprie abilità di elaborazione cognitiva (Mayer, Salovey e Caruso, 2008).
Tali abilità riguardano sia la sfera personale che interpersonale e vengono suddivise in quattro "rami", quali:

  1. Percezione delle emozioni: si riferisce all'abilità di riconoscere le emozioni proprie e altrui. La percezione delle emozioni implica la capacità di prestare attenzione e decodificare i segnali emotivi che provengono dall'analisi delle espressioni facciali delle persone, del loro tono di voce, e di altri comportamenti non verbali.
  2. Facilitazione del pensiero: le abilità incluse in questo ramo evidenziano la strettissima connessione tra processi di pensiero ed emozioni. Infatti, un adeguato utilizzo delle proprie emozioni può facilitare la presa di decisione o la risoluzione creativa dei problemi.
  3. Comprensione delle emozioni: esiste una stretta interconnessione tra emozioni e linguaggio, e il lessico emotivo è di fatto una componente fondamentale delle nostre esperienze emotive. Comprendere cosa suscita le varie emozioni, soprattutto quelle che risultano da una combinazione di diversi stati emotivi, o anche comprendere in che modo le emozioni si modificano e si trasformano a seguito del variare degli eventi, sono componenti fondamentali dell'IE.
  4. Gestione delle emozioni: gestire le emozioni comporta al contempo un'importante capacità autoregolativa, il controllo degli impulsi e la capacità di usare i sentimenti nel giudizio e nella presa di decisione. Controllare gli impulsi significa gestire le emozioni che ne sono alla base e che li scatenano. La gestione non implica la razionalizzazione o la repressione delle emozioni, ma piuttosto la loro canalizzazione in azioni a lungo termine non "esplosive" e il loro coinvolgimento nella presa di decisione e nel comportamento.

Le metodologie di misurazione dell'IE: ability-based vsself-report
Partendo dall'idea che l'IE corrisponda ad un set di abilità cognitive oggettivamente misurabili, Mayer e Salovey (1997)hanno messo a puntouna metodologia per la loro misurazione con la pubblicazione del test MSCEIT (Emotional Intelligence Test; Mayer, Salovey e Caruso, 2002), di cui è stato di recente pubblicato l'adattamento italiano (D'Amico e Curci, 2010; Curci e D'Amico, 2010; Giunti O.S. Organizzazioni Speciali).
L'elemento caratterizzante di tale metodologia di misurazione risiede nell'utilizzo del metodo di consenso per la valutazione del livello di "esattezza delle risposte": in altre parole, il grado di correttezza di una risposta è dato dalla percentuale di soggetti che ritiene quella risposta valida.

   
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Antonella D'Amico

Dottore di Ricerca in Psicologia generale, è ricercatore presso laFacoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Palermo. Ha insegnato in diversi corsi di laurea, Master universitari e Scuole di Specializzazione. Da diversi anni si occupa di Intelligenza Emotiva, ed è coautore, insieme ad Antonietta Curci, della validazione italiana del Mayer Salovey Caruso Emotional Intelligence Test (MSCEIT). Altri suoi temi di ricerca sono la psicologia dell'apprendimento e della memoria e le difficoltà di apprendimento.

adamico@unipa.it

   
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