L’uso del PTI per valutare un caso clinico


Alessio Gori

Psicologo, psicoterapeuta, dottore di ricerca in Psicologia, ha svolto un post doc all’Università del Montana (USA). È membro dell’Education and Training Commette della Society for the Exploration of Psychotherapy Integration (SEPI) e vicepresidente della Società Italiana di Psicodiagnostica Clinica (SIPDC). Ha contribuito alla creazione e all’adattamento di vari strumenti per l’assessment in ambito clinico e sociale ed è autore di numerose pubblicazioni internazionali. Svolge attività clinica e peritale; collabora con vari istituti formativi in qualità di docente e ricercatore.

gori.alessio@gmail.com

Marco Giannini

Psicologo e psicoterapeuta, è ricercatore di Psicologia Clinica presso la Scuola di Psicologia dell’Università degli Studi di Firenze, dove ha insegnato Test psicologici, Teorie e Tecniche dei Test e Metodologia della Ricerca. È membro di numerose società nazionali e internazionali e ha svolto attività didattica in numerosi corsi di formazione post universitaria e scuole di specializzazione in Italia e all’estero.

giannini@psico.unifi.it

David Schuldberg

Psicologo clinico e psicoterapeuta, è professore all’Università del Montana dove insegna Valutazione psicologica, Metodi proiettivi, Introduzione ai Metodi di ricerca in Psicologia e Metodi clinici avanzati. Ha conseguito il BA nel Dipartimento di Relazioni sociali all’Università di Harvard, il PhD all’Università di Berkeley e un post doc all’Università di Yale. È direttore del Centro di Valutazione e del National Native Children's Trauma Center.

 

Il caso clinico

E. è una donna di 37 anni, nubile e di nazionalità italiana, che si presenta in terapia a causa di uno stato ansioso/depressivo. E. riporta di avere già intrapreso in passato una psicoterapia integrata ad un trattamento farmacologico a base di antidepressivi e afferma di aver interrotto prematuramente il trattamento senza avvisare il suo terapeuta. E. ha un lavoro che non la soddisfa e - ultimamente - ammette di avere problemi a relazionarsi in famiglia. Ad E. è stato somministrato lo Psychological Treatment Inventory (PTI) come parte integrante del trattamento psicologico.

 

Somministrazione ad E. del PTI e sua interpretazione

  • Scale di Validità (VS): il profilo è valido, nonostante il punteggio ottenuto alla scala Presentazione Negativa di Sé (NSP) indichi la tendenza a fornire un'immagine negativa di sé e la predisposizione ad esagerare il proprio stato di malessere. Questa configurazione delle scale di validità è associata ad individui insicuri che manifestano un estremo bisogno di aiuto; alcuni punteggi possono indicare eccessiva compiacenza e/o accondiscendenza.
  • Risorse Psicologiche (RES): il punteggio composito di cluster è sotto la media. Il soggetto appare infelice e insoddisfatto di sé e riporta uno scarso livello di regolazione dei propri stati emotivi. Alcuni punteggi indicano incapacità di trovare soluzioni alternative ai problemi, di adattarsi all'ambiente in modo creativo e una certa rigidità di pensiero.
  • Qualità di Vita (QoL): da questo cluster emerge principalmente una difficoltà a relazionarsi con la famiglia e un livello di distress percepito sopra la soglia.
  • Sintomatologia (SIN): è a prevalenza di tipo internalizzante. Il quadro psicopatologico internalizzante indica una condizione depressiva con sintomi ansiosi e tendenza alla somatizzazione. Individui con questo profilo possono essere inclini a sviluppare una modalità di pensiero ossessivo, con aspetti rimuginativi e paranoidi. Caratteristiche come l'impulsività possono aggravare il quadro depressivo del soggetto. Dall'analisi degli item critici sono emersi pensieri suicidari.
  • Tipologie di Personalità (Psy Types): il soggetto ha ottenuto punteggi elevati per quanto riguarda la scala Tipologia di Personalità Depressiva; emergono inoltre tratti Borderline, Antisociali, Sadomasochisti e Schizoidi.
  • Stili di Attaccamento (ATT): il profilo mette in evidenza un'elevazione nella scala Attaccamento Ansioso/Preoccupato. In generale lo stile ansioso/preoccupato è caratterizzato dalla paura dell'abbandono e da un'eccessiva ricerca di vicinanza con l'altro. Gli adulti con attaccamento ansioso/preoccupato appaiono costantemente ansiosi e preoccupati delle loro vicissitudini amorose, manifestando un estremo bisogno di intimità per la preoccupazione di essere lasciati dal partner.
  • Stili Difensivi Prevalenti (PDS): il soggetto mostra una leggera elevazione per quanto riguarda l'utilizzo di uno stile difensivo di tipo Intermedio Nevrotico Evitante. Alcuni punteggi indicano che il soggetto potrebbe fare ricorso maggiormente alla Negazione e alla Razionalizzazione per reagire alle fonti di stress; il soggetto potrebbe far ricorso in maniera secondaria anche alla Scissione, all'Help-rejecting complaining, alla Somatizzazione e alla Sublimazione.
  • Indicatori Negativi di Trattamento (NTI): alcuni punteggi indicano una difficoltà nel comprendere le proprie emozioni e una resistenza nei confronti del cambiamento.
  • sPsychological Mindednes (PM): i punteggi ottenuti in questo cluster possono indicare una difficoltà del soggetto a riflettere sui propri stati emotivi e a cercare dei collegamenti fra i suoi pensieri, i suoi stati emotivi e i suoi comportamenti. Tuttavia i punteggi alle scale Aspettativa di Trattamento e Alleanza Terapeutica indicano la presenza di una buona motivazione al trattamento e di una fiducia nel rapporto terapeutico.

Relazione diagnostica sulla base del PTI di E.

Dall'analisi del profilo sembra emergere una Tipologia di Personalità Depressiva con tratti impulsivi e borderline. Malinconia, incertezza sul futuro, infelicità, disperazione e idee di suicidio possono caratterizzare questo quadro psicopatologico. L'individuo appare ritirato e sopraffatto dai problemi.
Generalmente persone di questa tipologia soffrono di crolli della fiducia in sé e dell'umore, tendono a cadere in comportamenti autodistruttivi e distruttivi delle loro relazioni interpersonali. In alcuni casi, questi soggetti possono soffrire di momenti depressivi acuti anche estremamente brevi, ad esempio pochissime ore, e alternare comportamenti normali.
In questo quadro psicopatologico possono essere presenti deficit dell'attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema e immotivata prostrazione fisica.
Dal profilo sembra emergere un forte senso di perdita, di rinuncia, e di mancanza di speranza. Questi tipi di personalità tendono a sperimentare il dolore come permanente, possono avere bassa stima di sé, possono pensare di essere poco attraenti, inutili e di peso per gli altri e hanno difficoltà ad accettare complimenti.
Alcuni punteggi indicano la presenza di ansia moderata che può limitare il normale svolgimento della vita quotidiana; emerge infatti il timore dell'umiliazione associato a condotte di evitamento. Sono possibili sensi di colpa e pensieri intrusivi disturbanti, disturbi e disagi fisici riguardanti varie parti del corpo (ad esempio, sistema muscolare e gastrointestinale), insoddisfazione e malcontento per la forma e le dimensioni del corpo, così come infelicità per il proprio peso corporeo.

Nelle relazioni affettive il soggetto può mostrarsi dipendente e bisognoso d'aiuto. Può essere presente una tendenza a lasciarsi trascinare dalle passioni in modo eccessivamente impulsivo. Nella sfera delle relazioni interpersonali e dei rapporti affettivi sembrano emergere: una certa instabilità, sentimenti di solitudine e di vuoto affettivo. La modulazione della componente aggressiva risulta carente e sono possibili comportamenti di tipo impulsivo auto ed eterodiretti.
Caratteristiche associate a tale modalità interpersonale possono essere ansia da separazione, moderata ambivalenza nel rapporto, tendenza alla gelosia nei confronti del partner e paura dell'abbandono. Può essere presente una certa difficoltà nel lasciarsi coinvolgere in relazioni basate sulla fiducia. Generalmente queste persone temono la separazione, hanno pochi o pochissimi amici e si sentono sole e lasciate a se stesse; sono solitarie e chiuse e non hanno una rete di supporto sociale.
Dal profilo emergono incomprensioni familiari e difficoltà comunicative fra i membri della famiglia. I conflitti che emergono all'interno del contesto familiare - che possono sfociare in veri e propri litigi - sono vissuti come disturbanti.
Il soggetto sembra avere una certa difficoltà nel produrre strategie per rispondere in modo adeguato agli stimoli dell'ambiente. Gli stili difensivi per proteggersi dalle minacce interne ed esterne sono prevalentemente di tipo immaturo. Può essere presente una modalità di chiedere aiuto e - allo stesso tempo - di rifiutarlo; infatti, lamentarsi ma rifiutare l'aiuto offerto esprimendo in realtà ostilità e risentimento può caratterizzare le persone con questo stile difensivo. Altre modalità che il soggetto tende ad utilizzare per proteggersi dalle fonti di angoscia sembrano essere meccanismi come la Negazione, la Scissione e la Razionalizzazione.

Da un punto di vista affettivo emerge una certa incapacità nel distinguere tra vissuti emotivi e sensazioni fisiche e corporee che accompagnano l'attivazione emotiva. Il soggetto ha inoltre la percezione che gli altri abbiano una valutazione tendenzialmente negativa del suo comportamento.
Per quanto riguarda le implicazioni per il trattamento il soggetto mostra una buona aspettativa rispetto al trattamento e sembra a suo agio nella relazione terapeutica, nonostante presenti difficoltà a mentalizzare i propri comportamenti. Questi soggetti possono trarre beneficio da un trattamento psicologico a lungo termine, anche se possono mettere alla prova la tenuta del terapeuta, scivolare facilmente in momenti di "empasse" terapeutici, e costringere il terapeuta a dover tollerare intensi sentimenti di rabbia transferale. Possono essere inclini al drop-out in quanto difficilmente riescono a tollerare la frustrazione che un trattamento di tipo espressivo può comportare.
Con questo tipo di persone potrebbe essere opportuna un'integrazione farmacologica in concomitanza al trattamento psicologico.

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ISSN: 1970-0466