Stiamo diventando più intelligenti?

Jacques Grègoire

IllustrazioneNel 1984, il ricercatore neozelandese James R. Flynn pubblicò un articolo, la cui ripercussione nel campo della ricerca sull'intelligenza è di particolare importanza. In esso egli riferiva i risultati di 73 studi condotti negli Stati Uniti, pubblicati fra il 1932 e il 1978, nei quali gli stessi individui erano stati sottoposti, in successione, a due diverse versioni di uno stesso test d'intelligenza, e rilevava che i risultati ottenuti da tali soggetti nella versione del test di più recente standardizzazione erano sistematicamente inferiori a quelli ottenuti nella versione antecedente. Dato che il risultato ottenuto in un test d'intelligenza rappresenta la posizione di un individuo all'interno della distribuzione del campione di verifica (standardizzazione) del test stesso, Flynn ne trasse la conclusione che il livello medio dei campioni si fosse elevato ad ogni ripetizione del processo di verifica relativo a uno stesso test. In base ai progressi rilevati nel confronto tra vari campioni di verifica, egli dedusse che, nel corso di 46 anni, il livello intellettivo medio della popolazione degli Stati Uniti si era elevato nella misura di 13.8 punti di quoziente d'intelligenza (QI), il che corrispondeva a un aumento annuale di .33 punti. Ma, dato che il punteggio medio dei test d'intelligenza viene arbitrariamente fissato a 100 ad ogni nuovo processo di verifica, tale fenomeno era passato, fino ad allora, inosservato.

Incuriosito e affascinato da questo risultato, Flynn (1987) proseguì la sua ricerca in vari paesi occidentali, nei quali ebbe modo di osservare l'evoluzione delle prestazioni al test delle matrici di Raven, i cui item erano rimasti identici nel corso del tempo, il che gli consentì di scartare l'ipotesi di un progresso artificiale, dovuto ai cambiamenti apportati ai test. In molti paesi sono stati sottoposti alle matrici di Raven tutti i giovani all'inizio del servizio militare, cioè nella fascia d'età tra i 18 e i 20 anni. Dato che gli scaglioni dei militari di leva corrispondono più o meno alla generalità della popolazione della stessa fascia di età, ciò elimina possibili problemi bias nei processi di standardizzazione. La tabella 1 mostra i risultati delle osservazioni di Flynn in tre paesi europei.

Tabella 1. Evoluzione del QI medio rilevato attraverso le Matrici di Raven ed altre prove lessicali e matematiche in tre paesi europei (cfr. Flynn, 1987).

  Aumento totale e media annuale
 PeriodoRavenVocabolarioMatematica
Paesi Bassi1952-197212.43 (.62)--
Francia1949-197425.12 (1.01)9.06 (0.36)9.64 (0.39)
Norvegia1954-19688.80 (.63)8.40 (.60)7.60 (.56)
Norvegia1968-19802.60 (.22)1.50 (.13)-3.10 (-.26)

Nota: Le cifre tra parentesi indicano l'aumento medio annuale rispetto al periodo considerato.

Il progresso nelle prestazioni dei giovani francesi è particolarmente degno di nota, poiché si è verificato nella misura di un intero punto di QI per ciascun anno, fra il 1949 e il 1974. Nei Paesi Bassi e in Norvegia tale aumento è stato lievemente superiore a .60, nel corso di un periodo analogo. Per quanto riguarda la Norvegia si può constatare che, a partire dal 1968, il progresso prosegue, ma con minore intensità. In alcuni paesi, i giovani di leva sono stati sottoposti a test sia di tipo lessicale che matematico; anche in questi campi sono stati rilevati dei progressi, ma di misura generalmente inferiore a quelli rilevati per le matrici di Raven. Nel caso della Norvegia, le prestazioni di tipo matematico addirittura regrediscono, a partire dal 1968, mentre le prestazioni intellettive continuano a progredire.

I progressi osservati da Flynn sono particolarmente rilevanti nelle matrici di Raven, test generalmente ritenuto scarsamente influenzabile da fattori culturali o di apprendimento. Studi effettuati sui dati provenienti da altri test d'intelligenza evidenziano, tuttavia, che i progressi presentano un minor rilievo nelle prove di ragionamento verbale (per esempio, nel subtest lessicale delle scale di Wechsler), ed ancor più modesto nelle prove di ragionamento visuo-spaziale (per esempio, nel subtest dei cubi delle scale di Wechsler). Tale differenza evolutiva delle prestazioni - consequenziale al tipo di prova intellettiva imposta - è messa bene in evidenza dai dati raccolti da Schaie (1996) in occasione di un'importante ricerca di tipo longitudinale, (il Seattle Longitudinal Study), effettuata tra il 1956 e il 1991 su classi di soggetti nati tra il 1903 e il 1996. Anche Schaie aveva avuto modo di rilevare notevoli progressi, nelle prestazioni di tipo cognitivo, tra una classe e l'altra (cfr. figura 1). Il progresso appare molto evidente nelle prove, del tipo delle matrici di Raven, basate sul ragionamento induttivo, mentre si presenta in dimensione più modesta nelle prove di orientamento spaziale e di ragionamento verbale. Infine, per quanto riguarda le prove di attitudine numerica, le prestazioni presentano dei progressi nelle classi d'età più elevata, mentre regrediscono in quelle di età inferiore.

Figura 1. Differenze di prestazione tra classi di età, rispetto a cinque capacità cognitive diverse (cfr. Schaie, 1996).

Figura 1

Numerosi studi hanno confermato, nei paesi sviluppati, le osservazioni di Flynn. Portano tutti alla conclusione che il livello intellettuale medio delle popolazioni di questi paesi stia aumentando in modo regolare da una cinquantina d'anni. Tale fenomeno, oggi conosciuto col nome di effetto Flynn, varia comunque d'intensità a seconda delle popolazioni e delle prove di capacità intellettiva utilizzate.

   
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Jacques Grègoire

Ordinario di Psicologia presso la Université Catholique de Louvain (Belgio), ha adattato in francese le scale Wechsler, a partire dalla WISC-III. Fra le ultime sue opere: L’évalutation clinique de l’intelligence de l’enfant (2002) e L’examen clinique de l’intelligence de l’adulte (2004), entrambi pubblicati da Mardaga.

jacques.gregoire@psp.ucl.ac.be

   
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